Epitaffio per i bambini degli anni Quaranta

RIFLESSIONI

Antonio Scurati

Erano nati con la Guerra mondiale e sono morti a causa della pandemia globale. Erano sopravvissuti alle bombe, alla fame, alle deportazioni e sono stati finiti da un’infezione polmonare. Si erano affacciati alla vita sotto l’oppressione di Hitler e di Mussolini e l’ hanno lasciata sotto il segno di un acronimo impersonale, il Sars-CoV-2. Furono battezzati con il fuoco di un mondo in fiamme e moriranno senza l’estrema unzione in una desolata, asettica corsia d’ospedale.

Non esistono destini migliori o peggiori di altri, esistono solo destini. Quello della generazione falciata in queste settimane dal virus merita, esige il nostro compianto, il nostro tributo di dolore collettivo. I parenti delle vittime non devono esser lasciati soli a piangere i loro morti, perché essi sono i nostri morti. Essi sono i compagni di una vita, essi sono i padri della nostra gioventù, essi sono i nonni dell’infanzia dei nostri figli…

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